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Mieloma multiplo: nuove possibilità di cura |
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Prof. Mario Lazzarino, Dott. Alessandro Corso, Dott. Patrizia Zappasodi |
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| SOMMARIO |
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| Circostanze della diagnosi |
Caratteristiche generali del mieloma
Il mieloma è una neoplasia ematologica dovuta alla proliferazione incontrollata a livello del midollo osseo delle plasmacellule, cellule normalmente addette alla produzione di immunoglobuline (anticorpi). Le plasmacellule si accumulano nel midollo osseo e producono elevate quantità di immunoglobuline tutte dello stesso tipo che si raccolgono nella stessa regione del tracciato elettroforetico dando origine alla Componente Monoclonale o Picco Monoclonale.
Qual è la sua incidenza?
Circostanze della diagnosi
L’incidenza è di 3-4 casi ogni 100.000 abitanti per anno. In quale fascia di età è più frequente? La malattia è più frequente nell'età matura o avanzata. L’età media alla diagnosi è infatti attorno ai 65 anni. Può insorgere tuttavia anche in età più giovane: sotto i 50 anni l’incidenza è del 10%, sotto i 40 anni del 2-2,5%. Quali sono le cause del mieloma? Le cause del mieloma non sono note e la patogenesi è ancora in via di definizione. Fra le possibili cause sono stati prese in considerazione fattori ambientali (esposizione a pesticidi o altri agenti chimici, radiazioni, agenti infettivi), ma per nessuno è stata definitivamente comprovata la responsabilità. E’ una malattia ereditaria? La malattia non è ereditaria. Esistono tuttavia sporadiche segnalazioni di mieloma familiare. E’ quindi possibile che in alcune famiglie vi sia una predisposizione genetica a sviluppare malattie linfoproliferative. Il Mieloma multiplo è una neoplasia dovuta alla proliferazione
incontrollata di un clone di plasmacellule. Le plasmacellule si accumulano
nel midollo osseo e producono elevate quantità di immunoglobuline tutte
dello stesso tipo (componente monoclonale). L'incidenza del mieloma è
di 3-4 casi ogni 100.000 abitanti per anno. La malattia insorge prevalentemente
nell'età matura o avanzata. L'età media alla diagnosi è 65 anni. Può insorgere
tuttavia anche in età più giovane: il 10% dei casi ha meno di 50 anni,
il 2% meno di 40 anni. Le cause del mieloma non sono note e la sua patogenesi
è ancora in via di definizione. Fra le possibili cause vi sono fattori
ambientali quali esposizione a pesticidi o altri agenti chimici, radiazioni,
agenti infettivi. Esistono sporadiche segnalazioni di mieloma familiare.
Caratteristiche cliniche del Mieloma
Circostanze della diagnosi Il mieloma è una malattia neoplastica che coinvolge le plasmacellule, cellule del midollo osseo addette alla produzione di immunoglobuline (anticorpi). Il mieloma è caratterizzato dall’insorgenza di sintomi eterogenei dovuti alle molteplici alterazioni cliniche determinate dalla malattia (vedi oltre). I sintomi possono comparire ed evolvere in maniera diversa da paziente a paziente In alcuni casi il mieloma può rappresentare l’evoluzione di una precedente MGUS (gammopatia monoclonale di significato indeterminato). Recentemente, abbiamo condotto una studio su 772 pazienti con mieloma diagnosticati dall’Ematologia di Pavia. Dai nostri dati emerge che:
Questi sintomi dipendono dal grado di infiltrazione midollare da parte delle plasmacellule neoplastiche e dagli effetti
sui vari organi della componente monoclonale
prodotta dalle plasmacellule. Nei paragrafi seguenti cercheremo di spiegare il meccanismo di insorgenza dei vari sintomi del mieloma.
La proliferazione delle plasmacellule patologiche sopprime la proliferazione di plasmacellule normali determinando una ridotta produzione di immunoglobuline normali e creando quindi uno stato di immunodepressione che espone il paziente ad un rischio infettivo più alto rispetto alla popolazione generale. A livello midollare l'accumulo di plasmacellule patologiche sopprime la normale produzione di globuli rossi, di globuli bianchi (o leucociti) e di piastrine, determinando, rispettivamente, l’insorgenza di anemia, leucopenia, piastrinopenia. Le plasmacellule maligne, inoltre, producono sostanze (citochine, fattori di crescita) che interferiscono con il metabolismo osseo provocando uno sbilanciamento fra riassorbimento e neoproduzione ossea. A causa di questo rimaneggiamento osseo possono comparire le osteolisi che consistono in una perdita di sostanza a livello dei vari segmenti scheletrici con possibilità di fratture ossee (fratture patologiche) e di ipercalcemia. I sintomi correlati all’ipercalcemia sono: nausea, vomito, stato confusionale. Le osteolisi e le fratture ossee sono responsabili del dolore osseo. Fra i segmenti scheletrici più frequentementi interessati da osteolisi e fratture patologiche vi sono il tratto dorsale e lombare della colonna vertebrale ed il bacino. L’entità della componente monoclonale determina un aumento della viscosità plasmatica con insorgenza di sintomi da iperviscosità plasmatica (cefalea, confusione mentale, ecc). Inoltre, le immunoglobuline patologiche, passando attraverso il rene, possono danneggiarlo causando insufficienza renale. Questa è aggravata dalla coesistenza dell’ipercalcemia. Problemi clinici particolari - Insufficienza renale.Si tratta di una complicanza che può essere presente già all'esordio (20% dei pazienti) o manifestarsi durante il decorso della malattia (50% dei pazienti). E' determinata principalmente dalla precipitazione nei tubuli renali della proteina di Bence Jones (catena leggera che compone l’immunoglobulina monoclonale. La precipitazione delle catene leggere è facilitata da diversi fattori quali: la disidratazione (causata ad esempio dal vomito o dalla febbre in corso di infezioni), l'ipercalcemia, l'uso di farmaci nefrotossici (antidolorifici della classe dei FANS, alcuni antibiotici, ecc). E’ reversibile se trattata tempestivamente. Se il danno renale diventa irreversibile (insufficienza renale cronica) incide negativamente sulla prognosi del mieloma.
- Complicanze neurologiche.
Quando l'infiltrazione ossea da parte della plasmacellule mielomatose determina un
danno massivo della struttura di una vertebra, può verificarsi il collasso della
vertebra stessa (crollo vertebrale). Tale alterazione strutturale può tradursi in una
compressione del midollo spinale
con comparsa di sintomi neurologici (deficit sensitivi
e motori). In alcuni casi la lesione ossea è asintomatica ed è rilevabile solo con la
TAC
o con la risonanza magnetica (RM).
- Amiloidosi. Si tratta di una complicanza dovuta al deposito in vari organi delle catene leggere che compongono l’immunoglobulina patologica. Queste proteine possono determinare danni in vari organi quali:
La diagnosi si effettua dimostrando la presenza di
depositi di fibrille amiloidi nel grasso periombelicale tramite una semplice biopsia.
Quali esami occorre effettuare nel sospetto di mieloma?
¨ Elettroforesi delle sieroproteine:
distingue e quantifica le diverse proteine presenti normalmente nel siero. Le varie frazioni proteiche si dispongono nel tracciato eletroforetico in bande diverse a seconda del loro peso molecolare e vengono quantificate sotto forma di “onde” o “picchi”.
Le immunoglobuline migrano in regione g e in alcuni casi in regione b. Il tracciato elettroforetico del mieloma è caratterizzato dalla presenza di un picco alto e stretto (componente monoclonale o picco monoclonale). L’elettroforesi consente inoltre di quantificare il picco monoclonale in grammi per decilitro (g/dL)
¨ Immunofissazione su siero: serve per identificare il tipo (o classe) di catena pesante (G, A, M) della immunoglobulina monoclonale ed il tipo di catena leggera (k o λ). Quindi, la componente nonoclonale (ed il mieloma corrispondente) verrà definito ad esempio IgG k , oppure λ, ecc.
¨ Ricerca della proteinuria di Bence-Jones
(immunofissazione su urine): identifica e quantifica la presenza nelle urine di catene leggere libere k o l (proteina di Bence-Jones).
¨ Dosaggio delle immunoglobuline: quantifica i vari tipi di immunoglobulina (IgG, IgA, IgM). Consente di stabilire il grado di soppressione delle frazioni immunoglobuliniche normali. ¨ Dosaggio nel siero delle catene leggere libere: si tratta di un esame in grado di quantificare nel siero le catene leggere k e l e di determinarne il rapporto (ratio k/l). E' un esame particolarmente utile nelle forme di mieloma micromolecolare (o a catene leggere) in cui l'elettroforesi sieroproteica non è in grado di dare informazioni quantitative sulla componente monoclonale sierica, ed in presenza di amiloidosi. ¨ Aspirato midollare: permette di stabilire l’entità dell’infiltrazione plasmacellulare midollare e di valutarne le caratteristiche morfologiche. In condizioni normali le plasmacellule rappresentano meno del 5% delle cellule midollari. Nel mieloma tale percentuale è superiore al 10%. La FISH analizza i nuclei delle cellule in interfase per identificare le alterazioni geniche più comuni.
¨ Esame emocromocitometrico:
E' il conteggio degli elementi del sangue: indica se vi è anemia, leucopenia, piastrinopenia.
In particolare, il livello di emoglobina è indice del grado di compromissione midollare
da parte della malattia ed è utile per la stadiazione.
¨ β2 microglobulina sierica: è un parametro di massa neoplastica utilizzato come fattore prognostico. ¨ Calcemia: dosa il calcio nel siero. É un indicatore del calcio mobilizzato dalle ossa ed è un parametro indispensabile per la stadiazione. ¨ Creatininemia, Azotemia: sono parametri sierici di funzionalità renale. ¨ Microproteine urinarie: IgG, Albumina e alfa1 microglobulina. Si dosano nelle urine e rappresentano indicatori di funzionalità renale (alti livelli di alfa 1 microglobulina esprimono un danno della porzione tubulare del rene; alti livelli di IgG e di Albumina sono indice di danno del glomerulo renale). ¨ Radiografia dello scheletro (cranio, colonna vertebrale, bacino, ossa lunge): identifica la presenza di lisi ossee (osteolisi) a carico dei segmenti esaminati. ¨ RM della colonna vertebrale: pur non essendo un esame di screening, in casi selezionati è utile per identificare precocemente lesioni ossee della colonna che non hanno ancora dato rarefazioni della struttura ossea evidenziabili con la radiografia standard. Inoltre, consente di identificare la presenza di tessuto patologico extramidollare che in alcuni casi può causare compressione del midollo spinale. ¨ Osteocalcina, telopeptide C-terminale (DPD): sono marcatori biologici che vengono dosati nel siero e sono indice rispettivamente di neoproduzione ossea e di riassorbimento osseo. La
diagnosi di mieloma e la definizione dello stadio clinico
La diagnosi di mieloma viene posta dopo aver raccolto tutte le informazioni derivanti
dagli esami ematochimici, radiologici e citologici precedentemente illustrati.
Lo stadio clinico indica l'estensione della malattia, ovvero il grado di
compromissione di organi e strutture determinata dal mieloma, nonché la presenza
o meno di insufficienza renale. Gli stadi sono tre (I, II, III).
A senza insufficienza renale, B con insufficienza renale.
Un altro parametro da considerare è la presenza di sintomi sistemici correlabili
con la malattia.
I pazienti con malattia in stadio iniziale e asintomatici (IA) nella maggior parte dei casi non
devono essere sottoposti ad alcuna terapia specifica, ma solo a controlli ravvicinati.
Infatti, per tali pazienti un trattamento immediato non ha maggori vantaggi rispetto al
trattamento alla progressione di malattia. Per tutti i pazienti sintomatici è invece indicato
iniziare tempestivamente una terapia specifica. Recentemente è stato identificato un insieme di
parametri che esprimono il danno d’organo e che sono richiesti per la definizione di mieloma
sintomatico. Essi vengono definiti CRAB e sono i seguenti:
Calcemia elevata (>10 mg/dl); alterazione della Funzione Renale (creatinina >2 mg/dl);
Anemia (Emoglobina < 10 g/dl); Lesioni osteolitiche (Bone=Osso).
Fattori prognostici
Vi sono parametri clinici e biologici in grado di fornire informazioni già all'esordio
sul probabile andamento della malattia. I parametri più utili sono: i livelli sierici
di β2 microglobulina, l’entità della componente
monoclonale e dell'albumina.
Grande importanza hanno le alterazioni genetiche presenti all'esordio di malattia.
In particolare la
delezione del cromosoma 13 identificata dalla FISH in circa il 50%
dei casi, e la traslocazione 4;14 presente in circa il 15%.
Tra le ultime applicazioni di biologia molecolare, la tecnica dei microarrays consente
di valutare l'espressione di alcuni geni delle plasmacellule, importanti per la sopravvivenza.
Tale metodica consente di identificare determinati assetti genetici che si associano a prognosi sfavorevole.
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Terapia del Mieloma Il mieloma è oggi una malattia curabile ma non ancora guaribile. La malattia è caratterizzata da fasi di stabilità e fasi di progressione che richiedono trattamento. Nella storia naturale della malattia, dopo varie linee di terapia, si osserva una minore risposta ai farmaci.
L’introduzione dei programmi di terapia ad alte dosi con autotrapianto di cellule staminali ha migliorato sostanzialmente le prospettive di sopravvivenza dei pazienti più giovani (<65 anni).
Recentemente, lo sviluppo di nuovi farmaci non chemioterapici (Talidomide, Lenalidomide,
Bortezomib, ecc) ha aperto nuove prospettive nella cura del mieloma in tutte le fasce di età
grazie alla capacità di questi agenti di superare la resistenza della malattia ai farmaci
chemioterapici.
La combinazione ragionata di chemioterapia, nuovi farmaci ed autotrapianto sta ulteriormente
migliorando la prognosi del mieloma
La finalità delle cure è ottenere il miglior controllo possibile della malattia e mantenerlo
nel tempo (fase di plateau).
La scelta della terapia è condizionata dal alcuni fattori tra cui i più importanti sono l'età
del paziente e l'eventuale presenza di patologie associate.
Le principali opzioni terapeutiche oggi a disposizione sono:
- l’anemia
Per i pazienti di età inferiore a 50 anni senza patologie associate, è indicato esaminare la compatibilità genetica con i fratelli, tipizzazione HLA, al fine di valutare la disponibilità di un donatore HLA-identico per un trapianto di cellule staminali allogeniche. Tale procedura è in genere poco impiegata a causa dell'esiguo numero dei pazienti candidabili (giovani e con disponibilità di donatore HLA identico tra i fratelli). Fra le ragioni che limitano il ricorso al trapianto allogenico vi è anche il rischio di gravi complicanze sia a breve che a lungo termine legate alla procedura (ad esempio la malattia da trapianto verso l’ospite o GVHD).
Farmaci non chemioterapici di nuova generazione
Negli ultimi anni la terapia del mieloma si è arricchita di nuovi farmaci non chemioterapici.
Questi farmaci hanno tra loro in comune la capacità di agire sulle plasmacellule patologiche
utilizzando meccanismi diversi da quelli della chemioterapia. Questa caratteristica li rende
in grado di fornire buone risposte anche nei pazienti che hanno sviluppato
resistenza alla chemioterapia convenzionale ed alla terapia ad alte dosi.
Le più frequenti domande dei pazienti con Mieloma
Come si può sospettare il mieloma?
Quale è il decorso clinico?
Tutti i pazienti con mieloma devono ricevere una terapia?
Cosa ofrre l'Ematologia di Pavia al paziente con mieloma e gammopatia monoclonale
L’Ematologia di Pavia dispone di una équipe di specialisti ematologi che hano sviluppatao
particolare esperienza nella diagnosi e nelle terapie avanzate del mieloma e delle
gammopatie monoclonali. L’Ematologia di Pavia è quindi in grado di offrire:
Prenotazioni allo 0382.503596, lunedì-venerdì dalle ore 12 alle 13.30. Riferimenti: Dott. Alessandro Corso Dott. Patrizia Zappasodi Dott. Marzia Varettoni Dott. Silvia Mangiacavalli
INFORMAZIONI
Puoi ottenere altre informazioni su questa patologia e sul modo migliore per curarla contattando per e-mail gli autori di questo articolo Prof. Mario Lazzarino mlazzarino@smatteo.pv.it Dott. Alessandro Corso a.corso@smatteo.pv.it Dott. Patrizia Zappasodi p.zappasodi@smatteo.pv.it Per informazioni sulla Clinica Ematologica di Pavia vai alla homepage del sito.
Ultimo aggiornamento: settembre 2007 |
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