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Linfoma Splenico della Zona Marginale |
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Prof. Mario Lazzarino, Dott. Luca Arcaini |
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| Sommario |
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| Cosa è la zona marginale? | Cosa è la zona marginale? La zona marginale è una parte del tessuto linfatico anatomicamente
distinta caratterizzata da uno spiccato stimolo antigenico.
Cosa sono i linfomi della zona marginale?
Sono linfomi non-Hodgkin B a basso grado di malignità
o indolenti, che originano dalla proliferazione di cellule linfatiche
della zona marginale della milza, dei linfonodi, o del tessuto linfaftico
associato alle mucose (cosiddetto MALT, Mucosa-Associated Lymphoid Tissue).
La classificazione internazionale dei linfomi della WHO (World Health
Organization) distingue quindi 3 tipi di linfoma dalla zona marginale
a seconda del sito di origine:
In questa sezione tratteremo principalmente il linfoma
splenico, che è una entità clinica a volte di diagnosi complessa.
Perché
è importante una diagnosi precisa di linfoma della zona marginale?
La diagnosi di linfoma della zona marginale, soprattutto
su milza e linfonodi, è una diagnosi difficile in quanto non esiste un
marcatore diagnostico di certezza. Infatti il linfoma della zona marginale
non esprime i marcatori tipici di altri linfomi indolenti. La diagnosi
viene in genere posta sulla base delle caratteristiche istologiche e sui
dati clinici. Una diagnosi accurata è essenziale anche poiché il linfoma
della zona marginale si può associare con una certa frequenza all'infezione
da virus dell' epatite C (HCV) ed in tal caso può trarre vantaggio da
particolari terapie.
Come
si presenta il linfoma splenico della zona marginale?
Si tratta di un particolare tipo di linfoma a decorso
indolente che, se ben seguito, può consentire una lunga sopravvivenza
e che talora non necessita di trattamento immediato ma solo di osservazione
da parte dello specialista ematologo.
In molti casi a la diagnosi viene posta a seguito del riscontro occasionale, in occasione di una vista o di un esame ecografico dell'addome, di una splenomegalia, cioè dell'ingrandimento della milza. In altri casi la diagnosi si pone poichè la milza ingrandita determina la comparsa di sintomi addominali da ingombro. In una minoranza dei casi ad una valutazione clinica accurata con ecografia e TAC addominale è possibile riscontrare la presenza di linfonodi ingranditi in addome in vicinanza alla milza. Più raramente si riscontrano linfonodi superficiali. L'emocromo puo' mostrare un aumento dei leucociti con linfocitosi periferica e talora vi può essere anemia e riduzione dei valori piastrinici. Ad una attenta osservazione microscopica dello striscio di sangue periferico è frequente riscontrare la presenza di un certo numero di cosiddetti linfociti villosi, cioè linfociti a contorno irregolare con sottili propaggini (villi) concentrate ai poli della cellula. Ciò può indirizzare verso la diagnosi corretta. Tra gli esami del sangue di routine, l'elettroforesi dell sieroproteine evidenzia frequentemente la presenza di una piccola componente monoclonale di tipo IgM. Nella valutazione iniziale della malattia è molto importante ricercare segni di laboratorio di infezione da virus dell'epatite C (sierologia dell'HCV, ricerca qualitativa e quantitativa dell'HCV-RNA, genotipo del virus, ricerca delle crioglobuline). Quali
sono gli accertamenti più importanti per la diagnosi?
Visita da parte dello specialistica ematologo:
lo specialista ematologo valuterà l'entità della splenomegalia, la presenza
di epatomegalia e di eventuali adenopatie superficiali, la presenza o
meno di sintomi sistemici. Imposterà quindi gli esami necessari al perfezionamento
della diagnosi ed all'inquadramento prognostico.
Esame emocromocitometrico, semplicemente chiamato emocromo, con
osservazione microscopico dello striscio per la ricerca di "linfociti
villosi".
Esami ematochimici di routine: VES, azotemia, creatinina, glicemia,
acido urico, bilirubina, transaminasi, sideremia e ferritina, coagulazione
completa, LDH, Proteina C, beta-2-microglobulina, esame urine ecc.
Elettroforesi delle sieroproteine: esame che consente di evidenziare
la presenza o meno di componente monoclonale (un picco omogeneo che nel
tracciato elettroforetico si colloca in zona gamma).
Dosaggio delle immunoglobuline: per definire la concentrazione
nel siero delle varie immunoglobuline (IgG, IgA, IgM).
Immunofissazione: esame che definisce il tipo di componente monoclonale
(tipo di catena pesante e di catena leggera).
Infezione da virus dell'epatite C: sierologia dell'HCV, ricerca
qualitativa e quantitativa dell'HCV-RNA, genotipo del virus.
Ricerca delle crioglobuline.
Biopsia osteomidollare (BOM): prelievo di una piccola "carota"
ossea dall'osso iliaco su cui verrà eseguito l'esame istologico e l'immunoistochimica.
Serve per la dimostrazione l'entità ed il tipo di infiltrazione midollare
da parte del linfoma.
Aspirato midollare: si esegue contestualmente alla biopsia ossea
e consiste nell'aspirazione di sangue midollare su cui verrà eseguita:
analisi morfologica, studio dell'immunofenotipo con citometria a flusso,
citogenetica. Lo studio immunofenotipico della infiltrazione linfatica
midollare è di grande importanza perché conferma il dato della biopsia
ossea, conferma la natura clonale dell'infiltrazione linfatica midollare
e consente una sicura diagnosi differenziale dalle altre malattie linfoproliferative
B con infiltrazione midollare.
Studio immunofenotipico su periferico e midollo (citometria a flusso
sul sangue periferico e midollare, immunoistochimica sulla biopsia ossea):
è uno strumento diagnostico di grande importanza per la diagnosi di linfoma
splenico della zona marginale. Infatti l'immunofenotipo distingue la proliferazione
linfocitaria clonale del linfoma splenico da quella di altre malattie
linfoproliferative B indolenti che si presentano con splenomegalia ed
interessamento midollare quali: hairy-cell leukemia, leucemia linfatica
cronica, macroglobulinemia di Waldenstrom e linfoma linfoplasmocitoide,
linfoma mantellare, linfoma follicolare. I linfociti neoplastici del sangue
periferico e midollare del linfoma splenico della zona marginale esprimono
immunoglobuline di superficie IgM clonali (SIgM+) associate ad antigeni
della linea B (CD19, CD20), mentre non esprimono CD5, CD10, CD23 nella
maggioranza dei casi. L'immunofenotipo tipico è SigM+ SigD+ CD19+ CD20+
CD5- CD10- CD23- Ciclina D1- CD43-.
La biopsia osteomidollare e l'immunofenotipo possono consentire di formulare
una diagnosi di linfoma splenico della zona marginale nella maggior parte
dei casi senza necessità di ricorrere alla splenectomia (rimozione
chirurgica della milza e successivo esame istologico di quest'organo)
con dimostrazione della caratteristica infiltrazione midollare perisinusoidale.
Qualora sia necessaria la splenectomia perché l'organo è abnormemente
ingrandito e causa problemi di ingombro addominale o ipersplenismo (pericolosa
riduzione dei valori di globuli bianchi e piastrine), occorre sempre procedere
anche ad una biopsia epatica che dimostrerà l'eventuale infiltrazione
linfomatosa del fegato.
Ecografia addominale o TAC: per la valutazione della milza, del
fegato e per documentare la presenza o meno di linfonodi ingranditi (adenopatia)
in addome.
Radiografia
Qual
è il migliore trattamento per il linfoma splenico della zona marginale?
Il linfoma splenico della zona marginale è una malattia
a decorso indolente con lunga sopravvivenza.
In alcune situazioni (milza non troppo voluminosa, non anemia, non piastrinopenia) è possibile non eseguire immediatamente un trattamento. Il paziente verrà seguito con visite periodiche e controlli degli esami fin quando un trattamento non si renderà necessario. Se il paziente necessita di trattamento, bisognerà considerare l'età del paziente e le altre patologie da cui il paziente può essere affetto in modo da scegliere il trattamento più appropriato. Tra le armi terapeutiche a disposizione vi sono:
La splenectomia trova oggi minore indicazione rispetto
al passato, quando veniva spesso eseguita principalmente allo scopo di
fare una diagnosi di certezza. Oggi è infatti possibile fare diagnosi
di linfoma splenico della zona marginale anche senza la rimozione della
milza utilizzando l'analisi istologica midollare associata ad un accurato
studio immunofenotipico dei linfociti proliferanti. La splenectomia resta
un'opzione da considerare in presenza di una milza molto grande con sintomi
da ingombro addominale ed ipersplenismo.
In casi selezionati in cui il linfoma si accompagna ad infezione da virus
dell'epatite C vi è la possibilità di un trattamento con Interferone
+ Ribavirina. Questa combinazione è infatti in grado di controllare
sia il linfoma che l'infezione virale con regressione sia del linfoma
che dell'epatite C.
Che
cosa è e come si presenta il linfoma della zona marginale nodale?
Si tratta di un linfoma molto raro e di complessa diagnosi,
come gli altri linfomi della zona marginale. In genere si presenta in
stadio meno avanzato rispetto al linfoma splenico.
Di fronte ad una diagnosi di linfoma della zona marginale (o monocitoide) a seguito di una biopsia linfonodale occorre escludere la presenza di localizzazioni extranodali del linfoma stesso a livello dell'anello di Waldayer (visita otorinolaringoiatrica) ed allo stomaco (esofagogastroduodenoscopia con biopsie). Solo dopo aver escluso la presenza di localizzazioni extranodali di linfoma si può porre la diagnosi di linfoma della zona marginale primitivamente nodale. Che
cosa è e come si presenta il linfoma della zona marginale extranodale (linfoma
del MALT o MALTOMA)?
Il linfoma della zona marginale extranodale è denominato
linfoma a basso grado a cellule B del MALT (Mucosa Associated Lymphoid
Tissue) o Maltoma e può interessare lo stomaco, le ghiandole
salivari o lacrimali, i bronchi, cute e sottocute. In
alcuni di questi è riconosciuto l'intervento di un agente infettivo.
Nel Maltoma gastrico lo stimolo antigenico cronico della infezione da Helicobacter Pylori è considerata la causa principale del linfoma gastrico a basso grado. In tal caso l'eradicazione dell' Helicobacter Pylori mediante trattamento antibiotico può far regredire il linfoma. Nel Maltoma delle ghiandole lacrimali il momento scatenante può essere un'infezione da Chlamydia. Nel Maltoma cutaneo, l'agente può essere la Borrelia Burgdorferi. Nel Maltoma delle ghiandole salivari il paziente ha spesso una storia di malattia autoimmune come la sindrome di Sjögren. Il
Marginal Zone Project
La Clinica Ematologica del Policlinico San Matteo, Università
di Pavia, è il centro coordinatore di un progetto nazionale per lo studio
e la terapia dei linfomi della zona marginale (Marginal Zone Project).
Lo studio, a cui hanno aderito 40 Centri Ematologici italiani, ha lo scopo
di definire i criteri di diagnosi, di individuare i criteri prognostici
e di definire le terapie più efficaci per questi linfomi.
Le
più comuni domande dei pazienti affetti da linfoma della zona marginale
Che tipo di malattia è il linfoma della zona marginale?
Il linfoma della zona marginale ha un rischio di
trasmissione genetica?
Come si può sospettare il linfoma splenico
della zona marginale?
Quali sono i più importanti accertamenti da eseguire
per valutare meglio questa malattia?
Tutti i pazienti con linfoma splenico della zona
marginale devono ricevere un trattamento?
Quali pazienti devono ricevere un trattamento?
Il trapianto autologo di cellule staminali è da
considerare un'opzione terapeutica?
Qual è il trattamento usualmente consigliato dalla
Clinica Ematologica di Pavia?
Paziente con linfoma splenico della zona marginale
asintomatico:
Paziente con con linfoma splenico della zona marginale
sintomatico:
Puoi ottenere altre informazioni su questa patologia
e sul modo migliore per curarla dall'autore di questo articolo e dagli
altri specialisti della Clinica Ematologica di Pavia. Gli indirizzi sono
sotto la voce Staff medico
sulla home page del sito.
Prof. Mario Lazzarino mlazzarino@smatteo.pv.it Dott. Luca Arcaini luca.arcaini@unipv.it
Ultimo aggiornamento: novembre 2004 |
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| Cosa sono i linfomi della zona marginale? | ||||||||
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| Che cosa è e come si presenta il linfoma della zona marginale nodale? | ||||||||
| Che cosa è e come si presenta il linfoma della zona marginale extranodale (linfoma del MALT o MALTOMA)? | ||||||||
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