Linfoma mantellare. 
Nuove strategie di terapia 

Prof. Mario Lazzarino
Ematologia Pavia Policlinico San Matteo Università degli Studi di Pavia
Sommario
Cosa é il linfoma mantellare
Come si presenta
Le alterazioni molecolari
Terapia del linfoma mantellare
L’intensificazione ad alte dosi con autotrapianto di cellule staminali
Cosa offre l'Ematologia di Pavia al paziente con linfoma mantellare
Informazioni
La terapia del linfoma mantellare è oggi molto più efficace che in passato. I progressi si basano sulla recente introduzione di nuove modalità di cura quali: anticorpi monoclonali, immuno-chemioterapia, farmaci ad alte dosi ed autotrapianto di cellule staminali. Queste terapie hanno migliorato sostanzialmente la storia naturale della linfoma mantellare consentendo un buon controllo della malattia. Questo articolo intende illustrare in modo semplice le basi su cui si fonda una terapia di successo per il linfoma mantellare. Ulteriori approfondimenti su specifici problemi potranno essere richiesti agli specialisti della Clinica Ematologica di Pavia.
Cosa è il linfoma mantellare e da dove deriva
Il linfoma mantellare costituisce il 6-8 % dei linfomi non-Hodgkin. Deriva dalla espansione neoplastica di una piccola popolazione di cellule B del mantello dei follicoli linfatici. Il linfoma è caratteristicamente CD5+ e negativo per il CD23: tale negatività lo distingue dal linfoma linfocitico e dalla leucemia linfatica cronica (che è CD5+ e CD23+). L’età mediana é 62 anni con prevalenza del sesso maschile. Nonostante la presentazione sia quella tipica dei linfomi indolenti si tratta invece di un linfoma a maggiore aggressività e difficilmente eradicabile con la immuno-chemioterapia standard. La sopravvivenza è inferiore a quella dei linfomi indolenti.

L’età mediana é 62 anni con prevalenza del sesso maschile. Nonostante la presentazione sia quella tipica dei linfomi indolenti si tratta invece di un linfoma a maggiore aggressività e difficilmente eradicabile con la immuno-chemioterapia standard. La sopravvivenza è inferiore a quella dei linfomi indolenti.
Come si presenta il linfoma mantellare
La presentazione avviene in stadio avanzato (III-IV stadio) nella maggioranza dei casi, con adenopatia generalizzata, splenomegalia e frequente interessamento midollare. Tipica è la localizzazione gastrointestinale multipla (poliposi linfomatoide multipla intestinale). Vi è spesso leucemizzazione (circa un terzo dei casi).
Le alterazioni molecolari del linfoma mantellare
Il linfoma mantellare è caratterizzato dalla traslocazione t(11;14) e dal punto di vista molecolare dal riarrangiamento dell’oncogene bcl-1: il locus bcl-1 sul cromosoma 11 si giustappone al locus delle catene pesante delle immunoglobuline sul cromosoma 14. La sovraespressione della ciclina D1 determina un’alterazione del ciclo cellulare con accumulo di cellule e sviluppo del linfoma. La biologia molecolare su sangue periferico e midollare per la ricerca del riarrangiamento di bcl-1 è un test fondamentale nell’inquadramento iniziale e nel follow-up dei pazienti affetti da questo tipo di linfoma.
Terapia del linfoma mantellarelare
Anche per questo linfoma l’approccio standard è l’immuno-chemioterapia, che è superiore alla sola chemioterapia. Sono stati impiegati vari schemi:

  1. Immuno-CHT con antracicline: R-CHOP
  2. Immuno-CHT con analoghi purinici: R-FCM
  3. Immuno-CHT + intensificazione con Aracytin ad alte dosi, purging in vivo, autotrapianto di cellule staminali (R-hyper-CVAD, R-HDS, R-HDAraC)

Gli studi eseguiti finora dimostrano che l’immuno-chemioterapia é più attiva della sola chemioterapia e che l’aggiunta di Rituximab è vantaggiosa in tutte le fasi del trattamento (induzione, mantenimento).

Tuttavia, per ottenere i migliori risultati ed una lunga sopravvivenza libera da malattia l’immuno-chemioterapia da sola non appare adeguata. I miglori risultati si ottengono oggi eseguendo un consolidamento intensivo precoce, di cui sono stati proposti vari schemi:
  • AraC ad alte dosi + Rituximab (R-HDAraC), con purging in vivo di cellule staminali ed autotrapianto (questa é la procedura seguita presso l’Ematologia di Pavia nei pazienti più giovani)
  • R Hyper-CVAD
  • R HDS

L’intensificazione ad alte dosi con autotrapianto di cellule staminali
L’intensificazione ad alte dosi con autotrapianto di cellule staminali può dare remissioni cliniche e molecolari durature (di buona qualità) e migliore sopravvivenza. Deve essere però precoce (early intensification), dopo un debulking iniziale con immuno-chemioterapia (per esempio 3 cicli R-CHOP). L’Ara-C ad alte dosi sembra essere in tutti gi studi un componente essenziale. Il Rituximab é necessario per la raccolta di cellule staminali lymphoma-free (purging in vivo), da impiegare successivamente nell’autotrapianto.
E’ possibile che un mantenimento con Rituximab post-trapianto svolga un ruolo. Nuovi farmaci a bersaglio molecolare quali il Bortezomib (Velcade) hanno dimostrato una promettente attività nel linfoma mantellare e sono in corso studi prospettici.
COSA OFFRE L’EMATOLOGIA DI PAVIA AL PAZIENTE CON LINFOMA
L’Ematologia di Pavia dispone di una équipe di specialisti ematologi dedicata alla diagnosi ed ai trattamenti avanzati dei linfomi. Conduce inolte studi nazionali ed internazionali sui nuovi farmaci e sulle nuove modalità di cura per i linfomi.

L’Ematologia di Pavia offre:
  • Ambulatori dedicati, con medici specializzati sui linfomi
  • Tutti gli esami di laboratorio e strumentali per la diagnosi dei linfomi, la loro stadiazione ed il follow-up (diagnostica istopatologica, esami immunologici, esami molecolari, TAC, PET, Risonanza magnetica)
  • Accesso ai più aggiornati metodi di terapia (immuno-chemioterapia, , mobilizzazione, raccolta e conservazione di cellule staminali lymphoma-free (purging in vivo), terapia con immunomodulatori e con nuovi anticorpi monoclonali.
  • Terapia ad alte dosi con autotrapianto di cellule staminali lymphoma-free
  • Trapianto allogenico di cellule staminali
INFORMAZIONI
Puoi ottenere altre informazioni su questa patologia e sul modo migliore per curarla dall’autore di questo articolo

Prof. Mario Lazzarino mario.lazzarino@unipv.it

Ultimo aggiornamento: maggio 2008